aspettando la Festa della Musica 2020

            "Note musicali tra le carte dell'Archivio di Stato di

                      Vibo Valentia"                    

Quella della Musica è "una delle Feste più affascinanti che la cultura possa offrire. Una festa che, come avviene in altre parti d'Europa, coinvolge in maniera organica tutta l’Italia trasmettendo quel messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la musica riesce a dare."  Nel difficile contesto rappresentato dall'emergenza sanitaria e dalle misure atte a prevenire e contenere il contagio da Covid-19, l'Archivio di Stato di Vibo Valentia partecipa all'iniziativa proponendo un percorso documentario virtuale realizzato su una selezione di atti notarili (dal 1686 al 1821) il cui comune denominatore è la realizzazione di organi e campane per le Chiese, il cui suono accresce la venerazione ed il culto sacro. Infatti, la musica è associata alla ricerca spirituale degli esseri umani poichè aiuta nella riflessione e nella preghiera.

"La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme" (Ezio Bosso)

manifesto Festa della Musica 2020

Schede documenti

1)                                                                                                       10 marzo 1686, Tropea   

Presenza di maestri palermitani a Tropea. Mastro Giuseppe Aiala di Palermo si obbliga a fondere due campane per la Cattedrale di Tropea.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Antonio De Bonati, b. 221, f. 70 r. 

(immagini nn 2-3-4)

 

2)                                                                                             16 aprile 1719, Monterosso

Il Magnifico Filippo Basile di Napoli si obbliga con Antonio  Lombardo, Procuratore della Cappella del SS. Sacramento, e con Filippo Chirico, Procuratore della Chiesa di Santa Maria del Soccorso, entrambi di Monterosso, nonché con don Antonio Massara, arcipresbitero di detto luogo, a costruire due organi della medesima qualità e grandezza di quelli già realizzati nella chiesa madre di Panajia e nella chiesa di San Nicola, sempre di Panajia, al prezzo di 295 ducati. Il Basile si impegna, inoltre, a trasportare a proprie spese i due organi fino a Pizzo.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Lombardo Nicola Antonio, b. 397, f. 57 v.  

(immagini nn 6-7-8-9-10-11)

 

 3)                                                                                        23 agosto 1733, Monteleone

Il “ Magnifico” Vincenzo Ammirà, originario di Spadola e dimorante a Monteleone, ha finito di costruire un organo per il Convento di Santa Maria degli Angeli di Monteleone, su ordinazione del Procuratore, sindaco apostolico don Domenico d’Alessandria. Restano da versare all’Ammirà 70 ducati, che il suddetto Procuratore salda alla data della stipula dell'atto.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Salerno Francesco Paolo, b. 445, f. 144 r. e v.  

(immagini nn. 13-14)

 

4)                                                                                               26 marzo 1735, Soriano

Mastro Vincenzo Ammirà di Torre, residente a Monteleone, viene incaricato da Vito Nicola Lopes di Stilo a costruire un organo “a cinque registri”, simile a quello già realizzato dallo stesso Ammirà per la chiesa del Carmine della Motta di Gerocarne. L’organo al prezzo pattuito di 40 ducati sarebbe dovuto  essere consegnato entro il mese di Settembre 1735. L’Ammirà si impegna ad “armarlo” nella chiesa di San Filippo. Inoltre per sei anni avrebbe dovuto garantire di accordarlo e “registrarlo”, almeno una volta l’anno. Il Lopes si obbliga, dal canto suo, a mandargli “la cavalcatura” per arrivare a destinazione.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. De Nardo Martino, b. 514, f. 4 r.

(immagini nn. 17-17 bis-18)

 

5)                                                                                                     30 luglio 1754, Dasà

Il “Magnifico” Vincenzo Ammirà, assume l’impegno di costruire entro la fine del mese di Gennaio 1755 un organo per la Chiesa del Convento dei riformati sotto il titolo della SS. Trinità, sito tra Acquaro e Dasà. Il compenso pattuito è di 115 ducati. L’organo sarebbe stato tra l’altro, dotato di nove registri, “voce umana flauto e tremola”, alto palmi dodici, largo palmi sei e mezzo; canne ventuno, bassi dieci. Per due anni l’Ammirà  garantisce l’assistenza, ma con l’obbligo da parte del sindaco dell’Università di Arena Giuseppe Antonio Filardo di fornirgli la“cavalcatura”. L’Ammirà per sua devozione lascia ai padri riformati i dieci ducati di anticipo.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Salimbeni Pier Giovanni, b. 608, f. 35.  

(immagini nn. 19-20)

 

6)                                                                                              1 luglio 1757, Monteleone

Contratto relativo alla fusione della campana per la chiesa collegiata di San Leoluca, commissionata al fonditore messinese Giuseppe Arcuri.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Nicola Lo Schiavo, b. 529, f. 30 v.  

I maggiorenti della Città di Monteleone, il Duca D. Fabrizio Pignatelli e D. Costanza Medici coniugi si obbligano per la costruzione di una campana per la Chiesa che, costruita a spese del fu Ecc.mo Sig. Duca D. Nicolò Pignatelli avo di essi ecc.mi signori,  essendo un "tempio rinomato per le sue suntuose fabbriche stucchi, pitture è sprovvisto di campanile e campane per far note a tutti l'eccessive amorevolezze ed obbligazioni che sin da più secoli ha professato e professano all'alto merito d'un tanto Protettore S. Leoluca per tante grazie e tante richieste in varie diverse occorrenze".

(immagini nn. 22-23-24-25-26-27-28-28-30)

 

7)                                                                                                 6 ottobre 1781, Dasà

Il Sacerdote Don Nicola Luzza affida a Vincenzo Lamanna di Gasperina l’incarico di costruire un organo per la chiesa di San Nicola. Si stabilisce che il suddetto organo debba avere la stessa grandezza di quello del Convento nuovo. I registri debbono essere nove, voce umana e flauto, i contrabassi proporzionati alla grandezza dell'organo con la “pedalora di sotto”, "e così scendendo a proporzione la prima canna di stagno chiamata della Sol" , "tasti numero undici, canne dell’affacciata di stagno” debbano essere ventinove. le due canne del tamburo. Il trasporto sarebbe stato a spese della Chiesa. In totale l’organo, che Lamanna si obbligava a consegnare per la data del Corpus Domini del 1782, sarebbe costato 150 ducati.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Corrado Paolo, b. 660, f. 103 r.  

(immagini nn. 32; 35-35 bis)

 

8)                                                                                               8 agosto 1821, Nicotera

Il signor  Cadullo si obbliga a consegnare il giorno 5 ottobre 1821 una campana del peso di cantaja 4 e rotoli 50 al signor Cipriani, commissario di Monsignor Vescovo di Nicotera e Tropea Don Giovanni Tommasullo.

AS VIBO VALENTIA, Atti notarili, not. Pupa Antonio, b. 1086, f. 222.  

(immagini nn. 37-38;40-41-42)