27 gennaio, giorno della Memoria

        

Nella ricorrenza della giornata della “Memoria” e nella consapevolezza che ricordare è un dovere, poiché il male si nasconde ancora nelle persone che alimentano odio, xenofobia e razzismo, si propongono alcuni documenti a testimonianza degli effetti delle leggi razziali ed un documento che testimonia il clima di sospetto e l’assoluta mancanza di libertà durante il regime fascista.  

E’ importante fare informazione sui fatti partendo dalle testimonianze scritte, far comprendere che tutto il territorio italiano è stato interessato alle attività anti semitiche e che il fascismo trae il suo principale fondamento nella negazione di ogni libertà. 

Il giorno della Memoria non è una semplice commemorazione delle vittime della shoah, ma semplicemente un riconoscimento pubblico di un fatto particolarmente grave di cui l’Europa è stata capace e a cui l’Italia ha attivamente collaborato.  

Elenco schede dei documenti selezionati:

 

  1. 12 agosto 1938 – XVI°

Comunicazione “riservata-segreta” del Prefetto ai vari Comandi locali dei RR. Carabinieri ad oggetto “Censimento ebrei residenti in Provincia”. Si legge, in essa, che lo scopo dell’indagine era esclusivamente statistico.

ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.


 2. 28 aprile 1939 

Telegramma - a firma Sottosegretario di Stato Buffarini per conto del Ministro – .

Gli articoli 9 e 19 della legge a difesa della razza italiana, imposero agli Ebrei l’obbligo di denunciare allo stato civile la loro razza di appartenenza. Le autorità preposte dovevano compilare un elenco alfabetico che doveva specificare comune per comune il numero dei capi famiglia che avevano presentato denuncia, il numero complessivo di persone denunziate ed il numero di contravvenzioni elevate per omessa o tardiva denuncia.

 ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.


 3. 11 maggio 1942                                                                                                                           

Telegramma a firma del Sottosegretario di Stato Buffarini sulla precettazione degli ebrei a scopo di lavoro che “deve essere effettuata con sollecitudine”.

 ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.

 

4. 14 settembre 1942 – XX.                                                                                        

Lettera dal Ministero dell’Interno- Direzione generale per la demografia e la razza – Divisione razza, a firma di Buffarini (per il Ministro) ad oggetto: “precettazione degli ebrei a scopo di lavoro”. In essa si legge che “Alcune Prefetture…. hanno fatto presente di non aver ravvisato la necessità di procedere all’avviamento al lavoro degli ebrei. Si ritiene, pertanto, opportuno ricordare che lo scopo della precettazione degli ebrei non è soltanto di sopperire alle attuali deficenze di mano d’opera ma ha altresì carattere politico e le disposizioni impartite, quindi, al riguardo devono trovare la più lata applicazione”.

ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.

 

5.

Tabella del censimento della famiglia del Sig. Malliani Alberto abitante in Vibo Valentia, in via Circonvallazione n.2., ingegnere del Genio Civile. Oltre all’Ing. Malliani, risultano suoi conviventi la moglie Cristina Mariconda, la nuora Kraika Rachele (nata a Versavia) ed il nipotino Alberto.

 ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.


 6. 9 settembre 1944.

Nell’Ufficio della Stazione dei Carabinieri Reali di Vibo Valentia, il sig. Borrello Salvatore presenta una denuncia di “violenze da egli subite sotto il regime fascista”, per essere stato costretto con metodi violenti a bere un bicchiere di olio di ricino per aver raccontato “una barzelletta” in un bar della città (anno 1939). Nel verbale si legge ancora che lo stesso aveva, all’epoca dei fatti, rinunciato a denunciare il fatto ai RR. Carabinieri “non avendo fiducia nella giustizia del tempo poiché sapevo che imperava il regime dispotico del fascismo”.

ASVV, Tribunale di Vibo Valentia, fascicoli penali, b. 349.